ll Popolo della Famiglia – Toscana e DDL Zan

Sul DDL Zan, il Presidente Nazionale del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, si era già espresso nel modo seguente: “L’unica intenzione dei proponenti il DDL Zan, è impedire il dissenso e la proposta alternativa a quello dello stravolgimento dell’istituto matrimoniale, della modifica conseguente del concetto di famiglia costituzionalmente definito all’articolo 29 della Carta repubblicana, dell’imposizione delle cultura gender e della omogenitorialità da praticarsi anche attraverso la pratica criminale dell’utero in affitto. Vogliono che chi si oppone a questo programma politico sia impossibilitato ad esprimere le proprie idee e tacciato come omofobo. Se osa alzare la voce, finirà immediatamente catalogato come istigatore all’odio e la pena potrà arrivare fino ai sei anni di carcere”.

Il Popolo della Famiglia della Toscana, con “Lettera Aperta” inviata Senatori della Repubblica Italiana della Lega Nord e di Forza Italia eletti dai cittadini Toscani e componenti la Commissione Giustizia del Senato: rivolge l’accorato appello, a mantenere fermo il dissenso dichiarato già nella discussione alla Camera dei Deputati dai rappresentanti degli stessi partiti che prima all’opposizione e oggi, parte, della maggioranza di Governo, al DDL Zan. E nostro convincimento che la “legge Zan” non sia solo superflua e abbia, presuntuosamente, la pretesa di “riscrivere” la natura umana con una legge, ma anche non consentire la libera espressione di opinioni e di perseguire come discriminatorie quelle che, di fatto, sono concezioni differenti della natura umana. Istiga all’odio o persino alla violenza. È liberticida. Incompatibile con le esigenze imposte dalla convenienza o dalla dignità. Va immediatamente ritirata, opportunamente, in questa prima fase e/o proponendo in ultimatum la possibilità di provocare e attuare una crisi di Governo.

Confidando che il nostro appello non resti inascoltato, ringraziando sentitamente per l’attenzione porgiamo

distinti saluti.

Sul DDL Zan, il Presidente Nazionale del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, si era già espresso nel modo seguente: “L’unica intenzione dei proponenti il DDL Zan, è impedire il dissenso e la proposta alternativa a quello dello stravolgimento dell’istituto matrimoniale, della modifica conseguente del concetto di famiglia costituzionalmente definito all’articolo 29 della Carta repubblicana, dell’imposizione delle cultura gender e della omogenitorialità da praticarsi anche attraverso la pratica criminale dell’utero in affitto. Vogliono che chi si oppone a questo programma politico sia impossibilitato ad esprimere le proprie idee e tacciato come omofobo. Se osa alzare la voce, finirà immediatamente catalogato come istigatore all’odio e la pena potrà arrivare fino ai sei anni di carcere”.

Il Popolo della Famiglia della Toscana, con “Lettera Aperta” inviata Senatori della Repubblica Italiana della Lega Nord e di Forza Italia eletti dai cittadini Toscani e componenti la Commissione Giustizia del Senato: rivolge l’accorato appello, a mantenere fermo il dissenso dichiarato già nella discussione alla Camera dei Deputati dai rappresentanti degli stessi partiti che prima all’opposizione e oggi, parte, della maggioranza di Governo, al DDL Zan.

É nostro convincimento che la “legge Zan” non sia solo superflua e abbia, presuntuosamente, la pretesa di “riscrivere” la natura umana con una legge, ma anche non consentire la libera espressione di opinioni e di perseguire come discriminatorie quelle che, di fatto, sono concezioni differenti della natura umana. Istiga all’odio o persino alla violenza. È liberticida. Incompatibile con le esigenze imposte dalla convenienza o dalla dignità. Va immediatamente ritirata, opportunamente, in questa prima fase e/o proponendo in ultimatum la possibilità di provocare e attuare una crisi di Governo.

Confidando che il nostro appello non resti inascoltato, ringraziando sentitamente per l’attenzione porgiamo

distinti saluti.

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